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giovedì 5 giugno 2014

I PIC-NIC DEL CUORE

Dovendo fare un servizio per una rivista a tema pic-nic in campagna, ho iniziato cercando di ricordare i pic-nic più belli e divertenti della mia vita. Ci sono stati quelli pieni di innocenza e fantasia della mia infanzia, quando i boschi vicino casa diventavano delle giungle inesplorate. Quelli rituali coi nonni paterni e gli zii e tutto lo stuolo di cuginetti, quelli con gli amici, da giovane adulta, quello grandioso e indimenticabile con i miei amici americani,VanessaDouglasIsabel e Ketan con la sua famiglia e i miei amici australiani Linda e la sua famiglia. Quelli domenicali e rituali con le mie due gemelle piccoline e la mia amica, grande amica, Loredana e i suoi, di gemelli. Quelli con Michela e Maurizio e Riccardo e le partite a badminton nei prati della Valle d'Intelvi. Quelli per i compleanni estivi, con mio fratello in Italia per l'occasione. E ogni volta le macchine venivano stipate di coperte, cestini, tovaglie, seggioline pieghevoli, tavolini, carbonella, griglie tovaglie tovaglioli, contenitori pieni di cibo: insalata di riso, torte salate, pane ripieno, pollo freddo, salumi e maionese. Patatine nel sacchetto, merendine, bibite, bicchieri di plastica, coltelli e taglieri. Frutta già lavata e insalata verde.

Poi c'erano gli altri pic-nic, quelli con la nonna materna. Pic-nic che lei non chiamava nemmeno così.
A scarpinare dietro a questa donna alta, magra, solida, semplice, di poche parole, umile e generosa.
La nonna coi ricci corti e rossi raccolti in un fazzoletto stretto con un nodo alla nuca, con la gonna di lana al ginocchio e il grembiule a fiorellini.
La nonna contadina che ci portava nei campi disseminati qui e la su quei monti impervi dove abitava sola. La nonna col coltello a serramanico nella tasca, una falce in mano e un bastone per disturbare le vipere. La nonna, che ci faceva raccogliere le carote, i fagiolini, le zucchine, l'uva americana e i pomodori. Che ci faceva sedere nei prati, pesanti di sole e di rugiada e di erba alta come noi bambini. Che apriva il suo fazzoletto di cotone a quadri e legato in cima unendo i quattro angoli e che toglieva il pane scuro e il salame e li tagliava col suo coltello a serramanico. La nonna che strofinava le carote appena colte nel grembiule e ce le dava da addentare, crude e dure e che sapevano meravigliosamente di terra. E così ci dava anche i rapanelli, e i pomodori che gocciolavano sul mento. E che ci faceva bere ad una sorgente l'acqua più buona del mondo.
E che ci faceva poggiare sul suo grembo la testa, lei, le gambe dritte e lunghe stese in avanti, che ci carezzava piano i capelli sudati.
E noi che ci addormentavamo un poco.
E lei che sorrideva, timida, e felice di averci donato le cose più belle che possedeva.
UN'ANTEPRIMA DEL SERVIZIO CHE TROVERETE SU COUNTRY CHIC DI LUGLIO/AGOSTO 2014
CREAZIONI, SET E FOTOGRAFIE
MARCELLA PARRAVICINI


UN'ANTEPRIMA DEL SERVIZIO CHE TROVERETE SU COUNTRY CHIC DI LUGLIO/AGOSTO 2014
CREAZIONI, SET E FOTOGRAFIE
MARCELLA PARRAVICINI

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