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venerdì 27 dicembre 2013

NATALE A CASA DI STANI - CHRISTMAS AT STANI'S -

Ricordo la prima volta che vidi la casa di Stani: avevo ricevuto una telefonata da una signora che aveva visto la mia tovaglia con le ruches sul numero di Natale dell'anno scorso di "Tende e Stoffe Country Chic".
Mi disse che era intenzionata ad acquistare la tovaglia e mi disse anche che avrebbe avuto piacere che andassi a casa sua.
Non ricordo cosa mi aspettassi, sicuramente una bella casa, ben tenuta e ben arredata. Ma ciò che vidi mi tolse il respiro.
Stani ha un dono: ogni cosa che mette nella sua casa è abbinata, decorata, colorata, rivestita, studiata e curata nei minimi dettagli.
Il suo buon gusto è insuperabile. Non c'è, credetemi, una sola cosa fuori contesto, stonata, sciatta, lasciata al caso. 
Eppure, allo stesso tempo non si ha la sensazione di troppa perfezione, di fare attenzione a quello che si tocca o a dove si mettono i piedi. 
La casa di Stani è accogliente, intima e calorosa.
Stani ha un grande, grandissimo dono. E mi diventava chiaro man mano che mi mostrava ogni angolo della sua casa e mi raccontava la storia di ogni mobile, di ogni oggetto, salvato dall'oblio in un mercatino delle pulci, acquistato durante un viaggio, rivisitato per acquistare quello stile cozy che tanto va ora di moda, ma che non tutti riescono a ricreare.
Era tarda primavera e il gelsomino in giardino, una enorme pianta arrampicata sulla facciata della villa, era in fiore. Il sole entrava attraverso le tende ricamate nelle camere bianche e si riversava attraverso i vetri del suo giardino d'inverno.
Dappertutto i cuscini, da lei ricamati, davano un senso di cura, di amore, di perfezione.
Credo che vi mostrerò un'altra volta le foto della casa di Stani d'estate. Foto che troverebbero la degna collocazione sulle pagine di una di quelle riviste che lei ama tanto e che acquista sempre.
Ma io sono tornata a casa sua d'inverno, poco prima di Natale. La tavola era apparecchiata con la mia tovaglia di juta con le ruches - anzi con una ruche, Stani volle che fosse tolta la ruche a quadretti vichy rossi- L'ingresso di casa sembrava la scena di un film. Sul fornello, nella meravigliosa cucina, bolliva dell'acqua aromatizzata alle spezie, spandendo tutto intorno un meraviglioso profumo di festa.
Il giardino, bianco e ghiacciato, sembrava un gioiello.
E tanto, tanto ancora ci sarebbe da dire...
Ma lascerò che parlino le fotografie. 
Perchè la casa di Stani è magica.
E deve essere mostrata.

per il tutorial della tovaglia vedi il post: la tovaglia con le ruches



















metti sul fuoco un pentolino d'acqua con una scorza d'arancia, della noce moscata, chiodi di garofano e cannella. Fai bollire il tutto, tenendo curato il livello dell'acqua nel pentolino. Un profumo di Natale si spanderà nella tua cucina e nella tua casa.







mercoledì 27 novembre 2013

cilli studio: Season's Greetings

cilli studio: Season's Greetings: A partire da venerdì 29 novembre 2013, vi aspetto per un Open Studio da Cilli Studio Vi mostrerò le mie creazioni rigorosamente handmad...

Season's Greetings

A partire da venerdì 29 novembre 2013, vi aspetto per un Open Studio da Cilli Studio
Vi mostrerò le mie creazioni rigorosamente handmade, uniche ed originali.
Ai clienti vecchi e nuovi un piccolo omaggio.
Disponibilità di orari, anche serali, basta avvisare con sms o commento su questa pagina.
Vi aspetto numerosi!

martedì 19 novembre 2013

Il Natale riciclato - vi aspetto da Cilli Studio

Intanto, nel comporre questo nuovo post, voglio chiedere scusa, a chi mi segue, o piuttosto a chi mi vorrebbe seguire regolarmente, per la mia prolungata assenza.
Non mi ero resa conto che fosse passato così tanto tempo: Cosa dire? A volte mi sembra di essere un giocoliere che tenta di lanciare e tenere in aria una decina di palline, solo che quelle palline a volte cadono al suolo e per un po' non si riesce più a recuperarle.
Ecco, quest'anno anche i miei lavori di Natale sono stati eseguiti con molto ritardo, ma le idee erano già da tempo nella mia testa e non vedevo l'ora di metterci anche le mani.
Così, oggi, con i polpastrelli pieni di vesciche per le scottature - ho usato parecchia colla a caldo - digito queste parole sulla tasiera per raccontarvi il mio Natale.
Il mio natale non lo chiamerò povero, semplicemente perchè così lo avevo già chiamato lo scorso anno. Non lo chiamerò povero perchè, anche se il materiale è di recupero e non costoso, non è povero, è ricco, ricchissimo, affollato di tutto: pizzi, scampoli, materiale di tutti i tipi. Perline, bottoni, nastri, rose....
Guardate come è ricco, da far andare insieme la vista!
Per prima cosa ho riempito delle ceste di materiale. Senza un progetto preciso, più che altro un'idea. Ho messo scampoli di tessuto, juta, stelle e e cuori di vimini, da rivestire, etichette, roselline e tante altre cose che ho raccolto negli ultimi mesi e anni, cose che custodisco con cura sapendo di farne uso, prima o poi.
Un filo conduttore, il colore. Il look vintage. L'aspetto vissuto. Fatemi anche dire, lo stile shabby, anche se ormai shabby vuol dire tutto e il contrario di tutto.
Il mio shabby è davvero trascurato, spero sia chic, ma non è ricco, parlando di costi. Non è nuovo, non luccica. E' mio.
Ho ricoperto delle stelle e dei cuori di vimini con la juta, a volte incollandola e a volte cucendola a mano.
Poi ho riempito questa tela vuota con tutte le cose che amo di più. Quelle raccolte nelle mie ceste.
Ho lavorato per giorni sul pavimento, come faccio sempre, ho incollato, cucito, annodato, inventato, abbinato.
Vi piace il mio Natale? Sapete cosa mi piacerebbe? Che mi diceste quale oggetto preferite. 
Per ora è solo l'inizio, ho ancora tante cose da fare. E poi, a fine mese, mi piacerebbe che veniste tutti nel mio laboratorio a vedere i mie lavori, dal vero.
Vi aspetto?










lunedì 23 settembre 2013

Fai da te

Sarà che anche quando ero bambina, se vedevo un giocattolo che mi piaceva, il mio primo pensiero non era: lo vorrei comprare, bensì: lo vorrei fare!
Il gioco più divertente della mia infanzia, che facevo con una amichetta e talvolta con mia sorella, era quello di prendere i grossi scatoloni di cartone, dentro i quali veniva consegnata la merce per il negozio dei miei genitori, portarli nel cortiletto dietro al negozio, con le forbici o un coltello fare delle aperture, porte, finestre, porte di comunicazione da uno scatolone all'altro, con i pennarelli disegnare quadretti appesi alle pareti, arredare la nostra casetta con altri pezzi di cartone o mobilio vero (piccole sedioline da bimbi, per esempio, scatole che fungevano da tavolini...) ed una volta finito il tutto, rifugiarsi all'interno con un panino al prosciutto e pranzare nella nostra nuova casa.
Adesso non posso costruirmi una casa, anche se lo farei con immenso piacere, ma posso modificare quello che c'è nella mia.
Così, quando ho finalmente deciso che l'arredamento della mia cucina (in realtà un piccolo locale cottura) era assolutamente da cambiare e che sarei dovuta andare all'Ikea a sceglierne una nuova (che avevo, in realtà già scelto!), uno dei miei primi pensieri è stato: e se la facessi io?
In realtà non è che si trattasse poi di FARE esattamente una cucina, ma più che altro di modificare i mobili già esistenti e piazzare qui è la qualche elemento decorativo.
E così ho fatto. 
Per ora le pareti sono state solo imbiancate di nuovo, ma più avanti progetto di applicarvi delle piasrtelle. Ho aggiunto delle mensole dove non c'erano pensili. Su quella più in basso ho potuto mettere degli utensili e dei barattoli, dato che rimane più protetta dalla polvere rispetto alla mensola più in alto. Su quella, ho messo solo degli oggetti decorativi.
Ho dipinto una scatola del vino di rosso e vi ho scritto CANDLES perche avrebbe appunto contenuto delle candele.
Ho fatto due cartelli con delle vecchie assi, su uno ho dipinto la scritta HOME  e sull'altro KITCHEN. 
Poi, ho preso il piano di un vecchio banco del mio negozio, che era in cantina, e, dato che era pieno di incisioni di taglierino e scritte fatte coi marker, l'ho levigato, usando il Mouse della Black & Decker, fino a togliere lo strato rovinato ed ottenere un bel piano di legno pulito e bello spesso. L'ho impermeabilizzato con l'apposito olio che vendono all'Ikea e lasciato asciugare per 24 ore. Poi l'ho applicato al posto del vecchio piano di lavoro in finto legno.
Il lavoro però più importante riguarda cassettiera, mobiletti e pensili, che sono tutti stati rivestiti con un sottile strato di legno, dipinto a mano, di bianco, leggermente irregolare, che ha nascosto tutte le macchie e le spaccature che si erano prodotte nel tempo.
Le maniglie sono state sostituite da nuove maniglie stile country, nere, di Ikea.
Le ante del mobile sotto al lavandino, sono state tolte e sostituite da una tendina, in realtà un grembiulino da cucina comprato da Maison Du Monde e trasformato in tenda, con l'aggiunta di un patchwork di tessuti.
Ho sostituito il lungo binario di metallo sopra al lavandino, ingombro di utensili appesi, con un binarietto più corto, Ikea, nero e con appese poche cose, tra le quali un cuore di Luxe Lodge in metallo ed una presina ottenuta dalla pettorina del suddetto grembiule.
Manca ancora il lavandino rinnovato: terrò questo  e sostituirò il piano di legno che lo circonda o acquisterò un magnifico, meraviglioso lavello di ceramica da Ikea? Ho qualche problema con le misure, ecco perchè non ho ancora deciso!
Che ne dite? Vi piace la mia nuova cucina?
Ho dipinto delle vecchie assi con la scritta Kitchen

una veduta della mia piccola cucina, entrando, a sinistra

elementi decorativi sulla mensola più alta

le mensole con gli utensili

un vecchio scolapiatti e una lavagna a cuore

un pannello di assi di legno dipinte di bianco, copre i tubi della caldaia, ci appendo molte cose!

una vecchia piattaia

i barattoli in latta e un vecchio asciugamano

il nuovo piano di lavoro, i cassetti rivestiti e le maniglie nere

il nuovo binario nero, il cuore in metallo

questo lavello va cambiato!

una veduta della cucina, entrando, a destra

la tenda ricavata da un grembiule

chi dice che i portascottex non possono essere cosi? :-)

un angolino e i miei barattoli, la mia collezione di sale, i cestini intrecciati



le oche c'erano già da prima e mi hanno seguito in ogni trasloco.