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venerdì 31 agosto 2012

La casa semplice

Mai come in questo momento c'è bisogno di tornare alla semplicità. 
La semplicità è anche costruire qualcosa senza spendere niente, o con la minima spesa. In fondo lo shabby chic - questa definizione così sfruttata! - dovrebbe rappresentare la bellezza e la dignità di un vintage riciclato, di un lavoro fatto a mano usando gli avanzi di tessuto. Dovrebbe rappresentare la bellezza semplice di quelle vecchie case di campagna, arredate con buon gusto ma pochi soldi, il cui arredamento, consumato dal tempo, acquista ancora e ancora una bellezza data dal vissuto.
Così io non amo lo "shabby chic" di lusso, una contraddizione in termini, quello sfarzoso ed elegante.
Ma amo l'eleganza di uno sfarzo povero.
Io quando lavoro, lavoro a costo -quasi- zero. 
Non uso orribili kit.
Invento.
Per inventare parto dai materiali che ho o che trovo.
I più poveri, abbandonati e dimenticati nelle ceste degli articoli in offerta...
Perché so che essi posseggono la bellezza della loro unicità, del non essere di moda.
Non amo le definizioni.
Quello che faccio è mio.
Come questi cuscini....ne ho visti moltissimi sulle riviste, ma mi mancava la materia prima, non sapevo dove trovare i sacchi della farina, del caffè o altro, da trasformare.
Così li ho scritti io.


E, come sempre, quando faccio una cosa io, mi sono divertita molto di più.

2 commenti:

  1. Grande Marcella ,

    quanto somiglia il tuo modo di vedere le cose al mio...

    l'umiltà e la bellezza delle cose piccole semplici povere... quelle che altri butterebbero e che invece noi riutilizziamo e riportiamo a nuova vita!

    ciao
    Virginia

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  2. Sono contenta che condividi questo mio pensiero. Bisogna dare valore alle cose, dignità e amore.

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